I Sassi, una cittadina del sud Italia e la cultura: nel 2019 risplende Matera come Capitale Europea della Cultura.

A far conoscere i Sassi all’Italia del dopoguerra e al mondo intero ci aveva pensato il romanzo Cristo si è fermato a Eboli di Carlo Levi, capolavoro uscito nel settembre del 1945, ambientato nella civiltà contadina meridionale. Ma quella “capitale”, parzialmente abitata fino alla metà degli anni sessanta, inizia presto un processo di sfollamento e quando, nel 1964, Pier Paolo Pasolini decide di girare a Matera il suo Vangelo secondo Matteo, non ospita che pochi abitanti.

Purtroppo, per circa un trentennio, Matera con le sue abitazioni/caverna diventa un territorio urbano semi deserto fin quando l’Unesco decide di proclamarla Patrimonio dell’Umanità (1993), segnando di fatto il principio del processo di ripopolamento.

Situata in Basilicata, città molto vivace e creativa, è portatrice di una cultura che vive di fatti contemporanei e di storia antichissima. Di origine preistorica, Matera è scolpita nella roccia calcarea a 400 metri d’altezza sul mare, e per questo chiamata la “città dei sassi”. Quei Rioni infatti costituiscono e rappresentano la simbiosi perfetta tra architettura e natura, un paesaggio che diventa scultura. Di fatto i Sassi rappresentano un ecosistema urbano straordinario, capace di perpetuare un passato preistorico e di fondere il modo di vivere nelle caverne con la modernità.

Ma è nel 2014 che viene raggiunto un altro traguardo d’eccellenza.
Con sette voti su 13, la città lucana viene ufficialmente designata Capitale europea della cultura per il 2019, titolo che, oltre all’Italia, viene assegnato anche a Plovdiv per la Bulgaria. Ma cosa significa diventare Capitale della Cultura? Dal 1985, nell’ambito dell’UE, viene designata ogni anno una città europea che ha la possibilità di presentare se stessa e la propria cultura agli occhi della comunità internazionale. In pieno fermento organizzativo, la Basilicata e la sua Capitale con il tema “Open Future” vuole sfruttare quest’opportunità per dimostrare che la cultura può contribuire a costruire un’Europa migliore e più inclusiva. Il lavoro di preparazione coinvolgerà i cittadini di Matera e le loro comunità creative, economiche e sociali, con il pieno supporto delle autorità locali.

Sicuramente un forte impulso per la cittadina lucana, la prima città del Sud ad essere nominata patrimonio dell’umanità. Da città misconosciuta ad una delle principali città d’arte da visitare.

http://www.beniculturali.it
http://www.matera-basilicata2019.it

Ci lascia Umberto Eco: siamo tutti un po’ orfani

Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita. Chi legge avrà vissuto 5000 anni. La lettura è un’immortalità all’indietro.

 Umberto Eco, 1991.

 Quem não lê, aos 70 anos terá vivido só uma vida. Quem lê, terá vivido 5 mil anos. A leitura é uma imortalidade de trás para frente.

 Umberto Eco, 1991.

Per Umberto Eco, uno dei maggiori intellettuali italiani, morto ieri all’età di 84 anni, la lettura e l’allenamento della memoria sono la base per vivere in umana consapevolezza.

Come intellettuale di spicco ha sempre sostenuto l’importanza dello studio approfondito e della conoscenza vera. Nella società dell’immagine, dello spettacolo e delle nuove tecnologie il miraggio di poter accedere alle conoscenze e al sapere attraverso un click impoverisce la cultura reale delle persone e atrofizza i cervelli.

Tutto ciò che desideriamo sapere sembra essere costantemente a disposizione grazie all’archivio di internet, ai nostri tablet e cellulari intelligenti.

Sarà che avere tutto “a portata di un click” invece di generare più conoscenza sia solo l’input per la circolazione di informazioni superficiali che la memoria non riesce a immagazzinare e che sarà costretta a ricercare costantemente? Questi gli interrogativi e le riflessioni proposte dallo scrittore de “Il nome della Rosa” nella lettera che vi proponiamo.

IMG_7166Noi di Itálica vogliamo ricordare Umberto Eco così, attraverso le sue parole, suggerendo la lettura integrale di una lettera indirizzata al nipote e pubblicata sulla rivista l’Espresso.

In questa lettera il monito di Eco risuona chiaro e forte per tutte le nuove generazioni: il sapere e la conoscenza si costruiscono attraverso un lavoro di studio, ricerca e approfondimento costante e consapevole. Per questo non basta un clik.

I cellulari saranno anche intelligenti, ma noi, senza un’inversione di tendenza, saremo un po’ più poveri di cultura.

 

 

Cosa leggere: clicka qui per leggere la lettera.

Cosa vedere: Clicka qui per vedere il video. Rai Storia, Umberto Eco parla della storia della società e della cultura fino alla II metà del secolo scorso, di società di massa e del giornalismo contemporaneo.

Lo staff di Partenope.

Qual o plural do artigo indefinido em italiano?

Como falo em italiano “queria uns bom-bons?” ou “tenho umas amigas muito simpáticas?”

Será que existe o plural do artigo indefinido português uns, umas também na língua italiana?

A língua italiana não possui um verdadeiro plural do artigo indefinido, se bem algumas gramáticas são prontas a afirmar o contrário. Na verdade o que alguns autores de livros de italiano para estrangeiros consideram como plural do artigo indefinido (degli, delle, dei) não é nada menos e nada mais que um artigo partitivo (articolo partitivo), usado para indicar uma parte de uma quantidade.

Esse “articolo partitivo” constrói-se através do uso da preposição DI na sua forma “articolata” quer dizer contraída e combinada com os artigos definidos ao plural (LE, GLI, I).

DI + LE          (art. def. F.P.) DELLE
DI + GLI        (art. def. M.P.) DEGLI
DI + I            (art. def. M.P.) D

Es.

Quero uns bom-bons.
Voglio delle caramelle. (Voglio alcune caramelle, una parte delle caramelle > quantità indefinita).

Me dá uns cigarros, por favor.
Dammi delle sigarette per favore. (Dammi alcune sigarette, qualche sigaretta > quantità indefinita).

Vou comprar umas malas.
Comprerò delle valigie (Comprerò alcune valigie, qualche valigia > quantità indefinita).

Podemos portanto, usar dei (di+i), degli (di+gli), delle (di+le) em função partitiva com o mesmo valor de uns, umas. Em ambas línguas, de fato, indicam uma quantidade indefinida, uma parte de um tudo, algumas pessoas, coisas ou animais entre muitas/os.

O artigo partitivo existe também no singular, mas é só no plural que pode ser considerado como “um plural de uno/un/una”, se bem que essa definição não resultaria correta 100%.

Cuidado com os nomes, cujo genero muda do português para o italiano e viceversa.

Es.

Ontem na feira comprei umas flores. (A flor > nome feminino)
Ieri al mercato ho comprato dei fiori.

Se tiver dúvida e perguntas comente esse artigo!

O Staff de Partenope

 

 

 

 

Da Rio de Janeiro a Venezia parola d’ordine: Carnevale.

In tutto il mondo si festeggia il Carnevale, città tanto diverse in stile e posizione geografica come Venezia e Rio de Janeiro condividono la passione per questa sfrenata festa.

Si tratta di una festa antica, molto probabilmente ereditata dalla tradizione pagana dei Saturnali per omaggiare il dio Saturno che sarebbe stato sovrano supremo di un’antica età dell’oro dove dominavano prosperità e abbondanza.

I Saturnali cadevano nel periodo che va dal 17 al 23 dicembre pertanto corrispondevano a livello solare al periodo del solstizio d’inverno. Pur coincidendo nel calendario gregoriano con le feste di Natale e Capodanno, per spirito, carattere ed essenza sembrano essere i festeggiamenti più vicini all’attuale Carnevale.

aranceNelle Saturnalia (nome latino) si festeggiava con grandi banchetti e riti orgiastici il periodo dell’abbondanza che aveva caratterizzato l’età dell’oro del dio Saturno. Durante questa festa vi era l’elezione di un nuovo ordine sociale, gli schiavi venivano momentaneamente liberati e tutti senza discriminazione di classe sociale potevano essere eletti princeps, il capo indiscusso del carnevale. A questo tipo di dissimulazione dei ruoli sociali risale probabilmente il mascheramento del carnevale, dissimulare e reinventare le identità.

Con il tempo, questa festa è stata adattata alle scadenze religiose del calendario gregoriano, che con il Carnevale (probabilmente dal latino carnem-levare) indicava l’inizio del periodo della quaresima, i 40 giorni prima della Pasqua in cui per voto religioso è proibito mangiare la carne. Ovviamente la Chiesa e le grandi istituzioni come la Serenissima di Venezia, pur concedendo il Carnevale, un periodo di festeggiamenti sfrenati e di sospensione della morale, prevedevano alla fine dei festeggiamenti la morte e l’impiccagione o il rogo di Carnevale, personaggio edonista che si abbandonava ai piaceri della vita, ristabilendo così l’ordine e la disciplina per gli altri 11 mesi dell’anno.

Cosa leggere:
Il Carnevale di Ivrea: la battaglia delle arance.

Cosa guardare:
Il Carnevale di Venezia 2015

Lo staff di Partenope

Ettore Scola: mestre do cinema italiano.

“Il cinema è un lavoro duro ma si può, ridendo e scherzando, mandare qualche messaggetto, qualche cartolina postale con le proprie osservazioni sul mondo.Il cinema è come un faretto che illumina le cose della vita”.

O cinema é um trabalho duro, mas é possível, rindo e brincando, mandar algumas indiretas, alguns postais com as próprias observações acerca do mundo. O cinema é como farol quei lumina as coisas da vida.”

Um dos maiores cineastas italianos, Ettore Scola, morreu no dia 20 de janeiro desse ano aos 84 anos.

Contou a Itália e o mundo através do seu cinema e umas da décadas mais afortunada e produtiva foi as dos ’70.

As maiorias dos filmes dele são accessíveis online, nossa sugestão è “Una Giornata particolare” (1977) filme ambientado na Italia fascista de 1938, relatando o dia em que Hitler veio de visita oficial na Itália através dos olhos e da unagiornatahistória de uma dona de casa decepcionada do machismo oprimente de um marido fascista e de um condutor de radio homosexual, ambos vizinhos de casa.

Se quiser saber mais sobre Ettore Scola sugerimos a leitura desse artigo completo aparecido no cotidiano “La Repubblica” no dia da morte dele.

O Staff de Partenope.