Divertirsi a Carnevale con le arance!

In giro per il mondo, nella maggior parte dei paesi cristiani, febbraio è il periodo delle feste di Carnevale. Dal famosissimo carnevale di Rio de Janeiro, ai carnevali in Germania, in questo periodo si ospita quella che di certo è la festa più divertente e giocosa dell’anno. In Italia, la tradizione di Carnevale è molto sentita, ed ogni regione con le proprie tradizioni sfoggia ogni anno una moltitudine di festeggiamenti sempre molto particolari. Dopo il conosciutissimo carnevale di Venezia, con le peculiari maschere che attraggono migliaia di turisti da tutto il mondo, il Carnevale di Ivrea è sicuramente il secondo in Italia per particolarità e valore tradizionale.

IVREA

In realtà, precisando, il carnevale di Ivrea, caratterizzato dalla battaglia delle arance, è l’unico carnevale con una struttura tanto complessa e dei fattori storici tanto importanti, presentando una vera e propria trama che ogni anno viene replicata nell’arco di una settimana.

Per capire a pieno le festività di Ivrea bisogna raccontare l’origine storica della tradizione risalente al Medioevo. Tutto cominciò quando Federico Barbarossa mise al trono della città il tiranno Ranieri di Biandrate che governò con violenza opprimendo il popolo che nel 1194 insorse distruggendo il castello, simbolo nel regno Di Biandrate. La storia si ripetette nel 1266 con il despota Guglielmo di Monferrato, a cui venne riservato lo stesso trattamento. Con gli anni ed i secoli queste due figure si unirono nell’immagine del tiranno della città. La storia racconta che il tiranno si riservasse il diritto di praticare l’usanza del “jus primae noctis”, ovvero il diritto di passare la prima notte di nozze con le spose novelle della città. Un giorno però, la figlia del mugnaio Violetta si ribellò al tiranno assassinandolo con un coltello che portava nascosto nelle vesti. Violetta mostrò in seguito la testa mozzata del tiranno dal balcone del castello, atto che scatenò l’ira del popolo che insorse distruggendo il Castello. L’insurrezione del popolo è oggi rappresentata con la simbolica Battaglia delle Arance: una rappresentazione storica con i personaggi dei soldati sui carri rappresentando gli oppressori e gli aranceri a piedi rappresentando il popolo insorgente.

Inizialmente, ogni rione (o quartiere storico) festeggiava il proprio carnevale con grande rivalità, infine nel 1808, sotto l’impero napoleonico, vennero unificati i carnevali la cui organizzazione venne data ad un gruppo di cittadini scelti. Fu da questo momento che venne adottato l’utilizzo della divisa napoleonica durante la celebrazione del Carnevale e venne introdotta la figura del Generale, seguito dall’Aiutante Capo e gli Ufficiali di Stato Maggiore. In seguito, nel 1858 il Generale venne affiancato dalla figura della Mugnaia che rappresenta lo spirito ribelle del popolo di Ivrea, e venne introdotto l’obbligo di indossare il Berretto Frigio, berretto rosso simbolo della libertà derivante dalla tradizione rivoluzionaria francese, oggi indossato per evitare di essere vittima del lancio delle arance.

La metà dell’ottocento è anche il periodo al quale risale la tradizione del lancio delle arance, inizialmente fatto dai balconi sui passanti e viceversa. Con il tempo quest’usanza si trasformò in una vera e propria guerriglia urbana che le autorità non riuscirono mai a reprimere. Fu negli anni 1950 che la Battaglia assunse la sua moderna organizzazione composta da diverse squadre di lanciatori di arance a piedi combattendo contro le squadre sui carri trainati da cavalli. Il Carnevale di Ivrea è una vera pe propria manifestazione popolare che celebra le radici e la storia della città di Ivrea, il quale comune supporta interamente il costo della celebrazione, inclusa la quantità di arance che ammonta intorno ai 3.6000 quintali.

Una delle grandi particolarità delle celebrazioni di Ivrea, oltre alla Battaglia delle Arance, è l’importanza a definizione della moltitudine dei caratteri del Carnevale. La Mugnaia è sicuramente la figura più carismatica, rappresentante dello spirito ribelle del popolo. La storia racconta che sotto il regno di Ranieri di Biandrante la giovane mugnaia Violetta avesse promesso allo sposo che non avrebbe accettato di sottoporsi alla “jus primae noctis”, e quando dovette presentarsi al marchese usò un pugnale che aveva nascosto nell’abito per ucciderlo e decapitargli la testa che mostrò inseguito al popolo. Quel gesto eroico fu il segnale per l’inizio della rivolta che portò alla distruzione del Castello che non fu mai più ricostruito, e Violetta divenne la giovane che liberò il popolo. Ma siccome dietro ad ogni leggenda si nasconde un po’ di verità, pare che ad Ivrea sia davvero avvenuta una rivolta, anche se probabilmente scaturita dall’aumento delle tasse sul macinato.

Inseguito c’è la figura del Generale e lo Stato Maggiore, che risalgono e rappresentano il periodo napoleonico della città. Il Prefetto, preoccupato con la sicurezza della popolazione durante la Battaglia, decise di stabilire lo Stato Maggiore che si occupa dell’organizzazione del Carnevale.  Affiancati a queste personalità ci sono il Podestà, capo della città per il tempo del Carnevale, che viene eletto dal consiglio dei Credendari. Seguendo la tradizione, durante i giorni di Carnevale il sindaco della città conferisce tutti i suoi poteri allo Stato Maggiore che governa la città fino al finire delle celebrazioni. Oggi questo passaggio di poteri è puramente simbolico ma ancora esistente. Sempre parte del “governo carnevalesco”, appare il Sostituto Gran Cancelliere il quale registra tutte le cerimonie del Carnevale. Il podestà inscena la presa del castello attraverso la cerimonia in cui vengono lanciati nel fiume dei frammenti del “Castellazzo”. Un’altra figura caratteristica del carnevale sono gli Abbà, dieci bambini in colorati costumi del rinascimento che rappresentano le cinque parrocchie di Ivrea e sfoggiano uno spadino su cui viene infilzata un’arancia, un richiamo alla testa mozzata del tiranno. Il martedì grasso sono gli Abbà ad accendere il fantoccio simboleggiando il despota.

Durante la celebrazione si possono apprezzare anche la sfilata dei pifferi e dei tamburi, colonna sonora delle feste, accompagnati dagli Alfieri che aprono la Marcia di Carnevale di Ivrea, portando le bandiere delle varie parrocchie della città. Queste tradizione fu quasi persa nel tempo, ma nella fine degli anni 1990, un gruppo di giovani decise di ravvivare questa tradizione reintroducendo quello che oggi è uno spettacolo notevole.

La celebrazione del Carnevale segue una rigida programmazione i cui giorni variano ogni anno. Quest’anno le celebrazioni cominciano domenica 28 gennaio con le Fagiolate di Bellavista e San Giovanni, il simbolico passaggio del Libro dei Verbali del Gran Cancelliere al nuovo Cancelliere, e la sfilata del Corteo Storico. In seguito, dalla domenica 4 a mercoledì 14 la città di Ivrea ospiterà un susseguirsi di varie celebrazioni che terminano con una Battaglia di Arance di tre giorni (11,12 e 13 febbraio). Per via della grande quantità di partecipanti che questa famosa battaglia attrae, oggi ci sono liste a numero chiuso alle quali bisogna iscriversi per poter far parte delle squadre. Alla fine della Battaglia, una squadra viene nominata vincitrice in base a tattica, spirito di squadra a rappresentazione della vitalità della città. I combattenti della Battaglia condivido un tacito accordo di spirito di fratellanza, sportività e “non violenza”, ovvero ricordando che l’intendo della celebrazione è il divertimento e non di ferire l’avversario.

Dunque, se mai vi trovate nelle vicinanze di Ivrea nel periodo di Carnevale, vi consigliamo vivamente di prendere parte a questa celebrazione unica al mondo per la sua complessità storica e per la sua vivacità, e non vi preoccupate, gli spettatori sono debitamente “protetti” da reti metalliche ai lati delle strade.

Per dettagli specifici sui vari giorni del Carnevale, consultare la guida di Torino. https://www.guidatorino.com/lo-storico-carnevale-di-ivrea-e-la-battaglia-delle-arance/

A cura di Sophie Pizzimenti dall’Italia

La Biennale di Venezia: Un’immersione nell’incredibile mondo dell’arte nella città sospesa sull’acqua.

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La Biennale di Venezia, che quest’anno festeggia 122 anni di esistenza, è un’esposizione d’arte che si è affermata nel corso degli anni come promotrice di innovazioni artistiche, sempre all’avanguardia, richiamando artisti e spettatori da tutto il mondo nell’incredibile città di Venezia. La sua multidisciplinarità, internazionalismo e grande varietà di opere proposte, dalla danza, al cinema, all’arte figurativa propongono uno spettacolo sorprendente ed unico.

Inaugurata per la prima volta 1894 dall’amministrazione di Venezia sotto il sindaco Riccardo Selvatico, la Biennale di Venezia fu ideata per dare spazio all’arte più contemporanea di artisti selezionati da una giuria ed invitati ad esporre. La mostra sin da subito ha riservato un’area per artisti internazionali, che con il tempo si è espansa fino a dare vita ai Padiglioni Nazionali che oggi ospitano Albania, Argentina, Cile, Repubblica Popolare Cinese, Croazia, Emirati Arabi Uniti, Filippine, Georgia, Indonesia, Irlanda, Italia, Repubblica del Kosovo, Lettonia, Ex Repubblica Jugoslava di Macedonia, Malta, Messico, Nuova Zelanda, Peru, Singapore, Repubblica di Slovenia, Repubblica del Sudafrica, Tunisia e Turchia. Nel 1910 la Biennale cominciò ad ospitare i primi artisti internazionali di grande rilievo, tra cui Klimt, Coubert, Renoir. Fatto curioso, in quell’anno la giuria decise di non esporre un’opera di Picasso, temendo fosse troppo all’avanguardia e avrebbe potuto scioccare i visitatori. Durante il periodo della prima Guerra Mondiale, fra gli anni 1916 e 1918 la Biennale non si tiene, ma riapre nuovamente nel 1920 introducendo le prima avanguardie artistiche che crearono le fondamenta dello stile di sfida e a volte azzardato della Biennale. A partire dal 1930, la Biennale viene finanziata dallo stato Fascista che offre sostanziosi finanziamenti per introdurre nuove discipline, e nel 1932 ha luogo la prima esposizione internazionale cinematografica al mondo alla quale il miglior film è premiato con il tanto desiderato Leone D’oro. Oggi il festival del cinema di Venezia è uno dei più rinomati al mondo, ed ospita le star più famose del mondo cinematografico. Ed è stato testimone di avvenimenti centrali della storia del cinema. Purtroppo i fattori storici portano la Biennale di Venezia a chiudere nuovamente fra il 1943 e il 1945 a causa dello scoppio della seconda Guerra Mondiale, e viene riaperta lentamente nel 1946. Dal secondo dopo-guerra, la Biennale riprende ingrandendosi, invitando artisti sempre più conosciuti e diventa un punto di referenza per gli intenditori di arte contemporanea. Fu proprio la Biennale ad introdurre per la prima volta la Pop Art Americana in Europa nel 1964. In seguito ad alcune contestazioni riguardo all’elitismo della manifestazione artistica, la Biennale che fino al quel momento aveva assegnato un premio alla miglior opera esposta decise di non conferire più il Grande Premio (che viene in seguito re-introdotto), viene però mantenuta la premiazione per il festival della Musica e del Cinema. Viene inoltre introdotta l’iniziativa di avere dei temi per ogni Biennale, fra i più diversi ad a volte anche politici, come nel 1974 quando le manifestazioni presero il titolo di Libertà per il Cile. È anche in questi anni che la Biennale apre lo spazio dell’Arsenale, il padiglione più grande della Manifestazione, situato in ex-fabbriche situate sul bordo dell’acqua, creando luoghi architetturalmente suggestivi. Negli anni più recenti dei 2000, la Biennale si afferma definitivamente come manifestazione artistica mondiale, con la partecipazione di 85 paesi nel 2017, facendo record di affluenza di spettatori stranieri e viene registrato il record di 115.000 visitatori nell’Arsenale dei Giardini nel 2004. Inoltre, la Biennale apre le porte a spettacoli di musica, teatro e danza dal vivo, e spazi dedicati ai giovani, come Il Carnevale Internazionale dei ragazzi a la Biennale College. Essendo la Biennale sempre incline ad oltrepassare la linea del già conosciuto e già visto nel mondo dell’altre, è spesso stata teatro di “scandali”. Come quando, negli anni 30’ fu proiettato al festival del cinema il film Estasi, censurato in diversi paesi in quanto appariva la prima scena di nudo integrale della storia del cinema. Eppure, prima di creare la propria fama di avanguardista, la Biennale di Venezia rifiutò di esporre le opere futuriste negli anni precedenti alla Prima Guerra Mondiale, portando l’artista Marinetti a scrivere un discorso contro le pratiche conservatrici ed elitiste che distribuì nella piazza di San Marco.

Oggi la Biennale di Venezia ospita sette settori principali: arte, architettura, cinema, danza, musica, teatro, e l’archivio storico dove sono conservate tutte le documentazioni delle varie manifestazioni partendo dal 1895. La Biennale di Venezia offre visite guidate per scoprire la storia e i luoghi durante le mostre, oltre a lezioni e seminari per le università e workshop interattivi. Gli spazi che ospitano le esposizioni e le attività sono diversi e tutti con un’eleganza distinta. Le esposizioni di arte e architettura si trovano nei Giardini della Biennale e nell’Arsenale spazi espositivi; le Manifestazioni di danza, musica e teatro si trovano al palazzo Ca’ Giustinian, e all’Arsenale; mentre il festival del cinema si tiene nel Palazzo del Cinema, Palazzo del Casinò, Palabiennale, Sala Giardino più alcune aree esterne.

La Biennale di quest’anno si svolge dal 13 maggio al 26 novembre intorno al tema VIVA ARTE VIVA, annunciato dalla curatrice Christine Macel con questa dichiarazione: “L’arte di oggi, di fronte ai conflitti e ai sussulti del mondo, testimonia la parte più preziosa dell’umano in un momento in cui l’umanesimo è seriamente in pericolo. È il luogo per eccellenza della riflessione, dell’espressione individuale e della libertà, così come dei fondamentali interrogativi. È un “sì” alla vita, a cui certamente spesso segue un “ma”. Più che mai, il ruolo, la voce e la responsabilità dell’artista appaiono dunque cruciali nell’ambito dei dibattiti contemporanei.” Per visitare la Biennale, dopo essersi recarsi a Venezia, è possibile comprare i biglietti per i diversi giorni, attività o esposizioni sul sito nella sezione agenda, dove sono elencati tutti gli avvenimenti e i loro rispettivi luoghi anche se bisogna affrettarsi per riuscire ad andare agli avvenimenti più esclusivi. È inoltre già disponibile la lista dei leoni d’oro assegnati per ogni disciplina, per non perdersi le opere più importanti della manifestazione artistica. Se siete abbastanza fortunati, vi potrete persino imbattere in celebrità di tutto il mondo, di ogni ambito venuti a fare un’immersione del mondo dell’arte. Oltre alla Biennale ufficiale, per tutta la durata del festival artistico, la città di Venezia accoglie eventi non ufficiali degni di nota, feste, esposizioni, ed ogni tipo di manifestazione artistica in una città già magica ed incantevole.

Per scoprire cosa offre quest’anno la Biennale, e comprare i biglietti, basta andare sul sito ufficiale della biennale: http://www.labiennale.org/it

Inoltre, per alcune curiosità sulla mostra del cinema di Venezia date uno sguardo a questo breve video:

Lo staff di Partenope

Estudar na Itália: dicas e informações para facilitar esse processo

pisa-estudantes-csf_1-1024x683Alguns alunos de Partenope se mudaram para a Itália para estudar, assim decidimos escrever um artigo breve, com algumas informações, que por mais que sejam gerais, possam ajudar a se orientar na selva da internet.

Para você poder estudar na Itália tem que cumprir algumas diretivas emanadas pelo governo italiano, uma dessa é a idade mínima de 17 anos, quando não for acompanhado por um dos pais.

Antes de fazer a inscrição a qualquer tipo de faculdade, é muito importante você saber a que tipo de curso de “Laurea” quer acessar, pois dependendo se for a ciclo único ou não, tem procedimentos diferenciados. Vamos ver primeiro a diferença entre uma “laurea a ciclo unico” e uma “laurea 3+2”.

Os cursos de laurea a ciclo único são aqueles que funcionam segundo o antigo ordenamento, eles têm uma duração, dependendo da área, de 4 a 5 anos, ao fim dos quais você tem uma formação completa naquele campo como se fosse tudo junto graduação com mestrado. Normalmente esses cursos são alguns da área de arquitetura e todos os aferentes à medicina. Nesse caso o estudante tem que fazer uma pré-inscrição, já que é previsto um test para poder ingressar. São as universidades que em italiano se chamam “a número chiuso”, quer dizer com vaga limitadas. Essa pré-inscrição prevê, muitas vezes, que uma parte da documentação seja enviada ainda a distância.

A “Laurea 3+2” prevê três anos de graduação mais dois de mestrado, que correspondem a dois percursos separados. Obviamente quem não possui gradução, não pode fazer mestrado. Mas você não tem nenhuma obrigação de continuar sua formação depois do fechamento do ciclo de três anos. A primeira laurea se chama triennale ou laurea breve, corresponderia a uma graduação brasileira. Considerem que, apesar de ser um curso de duração de três anos, quase sempre você demora um ano a mais para escrever a “tesi di laurea”, que seria uma dissertação. O sistema brasileiro no final da graduação prevê a entrega de um trabalho escrito relativamente breve, na Itália também, mas é muito mais próximo de uma dissertação de mestrado e prevê a defesa diante de uma banca examinadora. A segunda parte desse sistema 3+2 tem duração de dois anos e corresponde a um mestrado, em italiano se chama láurea specialistica , specializzazione ou laurea magistrale. Essa última é um pré-requisito para poder continuar a carreira acadêmica no doutorado.

A parte burocrática é muito importante, pois antes de entregar toda a documentação para a inscrição é necessário você ter traduzido e legalizados os documentos no consulado italiano na sua circunscrição de residência. Depois essas etapas todas, o estudante pode entregar diretamente os documentos no ateneu ao qual pretende se inscrever. Clickando aqui terá o acesso ao link da circular do ministério da Universidade e pesquisa, especificando todas as etapas necessárias para um estudante estrangeiro finalizar a sua inscrição.

Uma outra coisa fundamental antes de partir é o visto temporário para estudante. Existem vários documentos a serem apresentados no consulado geral de Itália na sua circunscrição de pertecimento. É necessário nesse caso agir com antecedência e não chegar dez dias antes de partir, pois qualquer complicação pode fazer adiar a viagem. Clickando aqui, tem acesso à lista com toda a documentação pedida pelo consulado da Itália no Rio de Janeiro. É fundamental lembrar que sem inscrição ou carta de aceitação da faculdade, não pode tirar o visto. É bom lembrar que é sempre melhor ir já com todos os documentos listados, pois ao faltar um poderão pedir para você voltar novamente. Uma grande novidade é que a partir de março de 2016 não é mais necessário fazer a legalização dos  documentos, será suficiente a tradução juramentada, pois o Brasil aderiu a convenção Aia sobre o reconhecimento dos ato público.

Tratamos aqui um outro ponto importante para todos os que quiserem estudar na Itália: a questão das taxas universitárias. Na Itália a Universidade Pública é a forma de estudar mais comum, a didática é boa e apesar dos serviços universitários, tipo bandejão e residências, não serem excelentes, ainda garante a oportunidade a todos de estudar. As universidades particulares geralmente são polarizadas em dois tipos, ou são de escasso valor acadêmico, nesse caso frequentadas só para obter um diploma, ou são grandes centros de excelências (como a Bocconi). No geral o ingresso a uma universidade pública garante uma formação de boa qualidade. As taxas a serem pagas, são proporcionais à faixa de renda da sua família. Geralmente há uma taxa obrigatória que se paga no início do ano para às agências regionais para o direto ao estudo de 140 reais. Essa taxa serve para poder cobrir as bolsas de estudo para quem vai ter direito com base em uma candidatura. Todo mundo pode se  candidatar apresentando a ficha preenchida nos “enti locali per il diritto allo studio”.  Cuidado que o edital para se candidatar é anual, portanto tem que ver o prazo geralmente  é por volta da primeira década de setembro. Além da taxa regional,  tem mais uma a ser paga que vai para o Ateneu aonde você vai se inscrever. Estas são calculadas com base na sua faixa de renda, através de um formulário a ser entregado que se chama ISEE (indicador da situação econômica equivalente). Se calculam os salários familiares, as casas de propriedades e os filhos que ainda estão a cargo dos pais. Clickando aqui e seguindo na página 14 do anexo, há um exemplo de taxas por faixa de renda da Universidade Roma 3. Essas faixas de taxação mudam para cada Ateneu. Ainda assim acreditamos que o sistema de instrução na Itália seja mais acessível do que o sistema brasileiro.

Com base na área que você que cursar vai achar facilmente as especialidades dos vários ateneus, por exemplo, se sabe que em Milão e Turim há boas escolas politécnicas, que em Milão é bom ir para estudar moda, que em Nápoles e Bolonha há uma boa escola de direito. Essa informações para quem souber buscar na internet são de fácil acesso. Aliás, o site studenti.it na sessão “Orientamento”, poderá ajudar bastante a se orientar.

Caso você queira se profissionalizar no ensino da língua italiana sugerimos as duas Universidades para estrangeiros a de Siena e a de Perugia, com cursos específicos para o ensino da língua e da cultura italiana. Essas duas universidades recebem muitos estrangeiros  a cada ano e por isso funcionam já lidando com problemáticas e questões diferentes que agilizam a entrada no país.

Vedi Napoli e poi muori

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Vedi Napoli e poi muori è il famoso detto con cui si risaltava la bellezza incomparabile della città del sud lodata a turno da grandi scrittori e viaggiatori.

Napoli, città del sud Italia, quel sud apostrofato dal Goethe del Wilhelm Meister attraverso le parole di una nostalgica Mignon come “Das Land, wo die Zitronene blühn”, la terra dove crescono i limoni.

Molti studenti in viaggio in Italia spesso si fermano a Napoli per due o al massimo tre giorni e ci viene chiesto cosa vedere e cosa fare nel tempo a disposizione.

Esistono degli itinerari canonici come quelli suggeriti dal blog di viaggi “Luoghi da vedere” che elenca una serie di luoghi, musei palazzi o monumenti imperdibili. Questo vale se siete il tipo di turista che vuole a tutti i costi mettere una X sui luoghi di maggiore interesse indicati dalle mappe turistiche.

Noi al contrario indichiamo un itinerario per due giorni con l’intenzione di avere un’idea generale della città  e lasciarsi anche un po’ trasportare dai rumori, sapori, odori e suggestioni. Insomma non vi proponiamo un itinerario per vedere tutto, bensì piccoli suggerimenti di esperienze divisi per aree della città. I suggerimenti che vedete potrete combinarli in forma diversa.

Centro Storico:

napoli-centro-storico-vicoliUna passeggiata per il centro storico dei Napoli è d’obbligo. Attraversare Spaccanapoli, l’antico decumano inferiore corrispondente ancora al tracciato greco-romano della città, vi farà immergere nella Napoli verace dei vicoli con i panni appesi ad asciugare. Un’esperienza unica che vivrete semplicemente passeggiando, dove agli odori intensi della città provenienti dai numerosi bar di sfogliatelle (tipico dolce napoletano) e dalle pizzerie  si unisce la “vivência” di un popolo caloroso e disponibile, con numerosi venditori di strada e via vai di persone dovuto alla massiccia presenza di edifici universitari. Passando per Spaccanapoli, la strada che divide la città da est a ovest unendo la parte collinare alla parte marittima, non dimenticate di visitare San Gregorio Armeno (il vicolo dei Pastori) dove si celebra l’antica tradizione del presepe artigianale napoletano, la Cappella San Severo (itinerario ricco di leggende esoteriche) e piazza del Gesù, vecchio luogo di incontro della Napoli alternativa dove potrete dare una sbirciata al chiostro maiolicato di Santa Chiara e alla chiesa del Gesù Nuovo, immergendovi nelle credenze e nelle superstizioni di un popolo altamente religioso.

Se siete al centro storico di mattina e volete mangiare una pizza per vicinanza di area vi consigliamo la pizzeria Dal Presidente nell’antichissima via dei Tribunali, economica e ottima, l’unica cosa non potrete dilungarvi molto ai tavoli, la folla spinge per il proprio turno. Se vi trovate in zona centro storico verso il pomeriggio, a livello gastronomico vi consigliamo il tipico aperitivo italiano con uno Spritz, del buon vino o un martini a piazza Bellini, raduno giovanile nei pressi dell’accademia delle Belle Arti e del conservatorio musicale di Santa Cecilia (si raggiunge salendo una delle trasversali di Spaccanapoli, via San Sebastiano antica strada degli strumenti musicali).

Zona Mare:

Una passeggiata sul lungo mare di Mergellina è d’obbligo, già da maggio l’estate la fa da padrona e si cominciano a vedere gruppi di scugnizzi fare il bagno a mare tuffandosi dagli scogli. Se decidete di andare verso il mare a continuazione della passeggiata al centro storico, da piazza del Gesù potete percorrere Via Roma, la via dello shopping e giungere a piazza del plebiscito, la piazza con l’elegante chiesa San Francesco di Paola, dove si raccoglieva il popolo per ascoltare il re dal palazzo reale. Nella stessa area si trova un’altra piazza famosa (piazza Municipio) sede della residenza reale della famiglia francese D’angiò, il castello infatti è conosciuto come maschio Angioino, all’interno si possono visitare le antiche segrete del castello dove oltre a vedere ancora le ossa dei prigionieri politici della Congiura dei Baroni contro Ferdinando d’Aragona (1485), si dice che la Regina Giovanna di Durazzo tenesse nascosti i suoi amanti che una volta lasciati gettava in pasto ad un coccodrillo che si trovava in una botola connessa al mare, esattamente sotto alla pavimentazione delle segrete. Tra una residenza reale e l’altra si trova quasi come una fascia divisoria il più antico teatro d’opera del mondo (1737) Il teatro San Carlo, nelle vicinanze lo storico caffè Gambrinus luogo di incontro della Belle Epoque e il caffè del professore dove potrete bere l’espresso più gettonato della città. Passeggiando passeggiando in direzione del mare passerete vicino al Castel dell’Ovo altro residenza reale sfarzosa, le cui fondamenta, secondo la leggenda, si posano su un uovo. Maestoso e possente se ne salirete le terrazze potrete godere della vista del golfo di Napoli e del Vesuvio con il richiamo delle Isole di Capri, Ischia e Procida.

Posillipo:

Alla fine del lungo mare di Mergellina inizia la salita di Posillipo, quartiere collinare della Napoli bene, che rappresenta a pieno il rigoglio della vegetazione del Mediterraneo con i suoi alti e vecchi pini marittimi e la sua roccia che cade a picco nel mare. Se fate una passeggiata a Posillipo non dimenticate di andare al Parco Virgiliano caratterizzato da una vegetazione bassa e di un verde intenso tipica della macchia mediterranea, dove al colpo d’occhio del verde che si posa sulla pietra di tufo giallo si aggiunge l’inebriamento degli odori: timo, lavanda, rosmarino.

Concludendo:

Restano fuori tante cose come la Pinacoteca di Capodimonte, il museo archeologico nazionale, Pozzuoli, Pompei, Ercolano, la collina del Vomero con il castel San Telmo e e taaaaaaaaaanto altro, ma crediamo che il viaggio sia soprattutto esperienze, momenti e incontri di persone, abbiamo suggerito poche cose con l’intenzione di far  cogliere lo spirito e un poco dell’essenza di una delle città più belle del sud Italia crocevia storico di popoli e culture.

Per chiunque dovesse recarsi a Napoli e volesse usufruire dell’appoggio di una guida o un tutor locale potrà ricevere supporto e indicazioni da Itálica scrivendo a italicainfo@gmail.com , si potrà indicare all’occorrenza anche un corso di italiano in loco.

Vi lasciamo con una domanda di curiosità? Sai qual’è il secondo nome di Napoli?

Clicca per sapere la risposta.

Lo staff di Itálica.

I Sassi, una cittadina del sud Italia e la cultura: nel 2019 risplende Matera come Capitale Europea della Cultura.

A far conoscere i Sassi all’Italia del dopoguerra e al mondo intero ci aveva pensato il romanzo Cristo si è fermato a Eboli di Carlo Levi, capolavoro uscito nel settembre del 1945, ambientato nella civiltà contadina meridionale. Ma quella “capitale”, parzialmente abitata fino alla metà degli anni sessanta, inizia presto un processo di sfollamento e quando, nel 1964, Pier Paolo Pasolini decide di girare a Matera il suo Vangelo secondo Matteo, non ospita che pochi abitanti.

Purtroppo, per circa un trentennio, Matera con le sue abitazioni/caverna diventa un territorio urbano semi deserto fin quando l’Unesco decide di proclamarla Patrimonio dell’Umanità (1993), segnando di fatto il principio del processo di ripopolamento.

Situata in Basilicata, città molto vivace e creativa, è portatrice di una cultura che vive di fatti contemporanei e di storia antichissima. Di origine preistorica, Matera è scolpita nella roccia calcarea a 400 metri d’altezza sul mare, e per questo chiamata la “città dei sassi”. Quei Rioni infatti costituiscono e rappresentano la simbiosi perfetta tra architettura e natura, un paesaggio che diventa scultura. Di fatto i Sassi rappresentano un ecosistema urbano straordinario, capace di perpetuare un passato preistorico e di fondere il modo di vivere nelle caverne con la modernità.

Ma è nel 2014 che viene raggiunto un altro traguardo d’eccellenza.
Con sette voti su 13, la città lucana viene ufficialmente designata Capitale europea della cultura per il 2019, titolo che, oltre all’Italia, viene assegnato anche a Plovdiv per la Bulgaria. Ma cosa significa diventare Capitale della Cultura? Dal 1985, nell’ambito dell’UE, viene designata ogni anno una città europea che ha la possibilità di presentare se stessa e la propria cultura agli occhi della comunità internazionale. In pieno fermento organizzativo, la Basilicata e la sua Capitale con il tema “Open Future” vuole sfruttare quest’opportunità per dimostrare che la cultura può contribuire a costruire un’Europa migliore e più inclusiva. Il lavoro di preparazione coinvolgerà i cittadini di Matera e le loro comunità creative, economiche e sociali, con il pieno supporto delle autorità locali.

Sicuramente un forte impulso per la cittadina lucana, la prima città del Sud ad essere nominata patrimonio dell’umanità. Da città misconosciuta ad una delle principali città d’arte da visitare.

http://www.beniculturali.it
http://www.matera-basilicata2019.it

Viaggi sostenibili in Italia. Da oggi si può grazie a Ecobnb.

Nata dall’idea di quattro giovani emiliani, la nuova piattaforma di turismo sostenibile rappresenta un vero e proprio riferimento per i viaggiatori ecosolidali interessati a conoscere l’Italia e le sue tradizioni.

La piattaforma si chiama Ecobnb, punto d’incontro virtuale tra chi cerca una vacanza in pieno relax e rispetto per l’ambiente e coloro che propongono soggiorni ecofriendly. Unica regola per le strutture ricettive che vogliono partecipare è rispettare almeno 5 dei 10 requisiti riconosciuti a livello internazionale da chi si occupa di un turismo basato sul rispetto per la natura.

C’è la casa sull’albero, l’igloo in mezzo ai ghiacci oppure la fattoria. Ma ci sono anche gli agriturismi/bio, i campeggi che offrono soggiorni in tenda con tutti i comfort e gli antichi borghi abbandonati dell’Italia medievale trasformati in resort a contatto con la natura. Filo conduttore, il rispetto per l’ambiente. È possibile soggiornare in un antico monastero a Parrano ( provincia di Terni), trasformato in un eremo ecosostenibile, oppure in un borgo medievale fantasma (in provincia di Parma) rimasto disabitato per decenni e poi restaurato o la tenuta canonica in Umbria che permette di soggiornare in un’antica torre di avvistamento. Per coloro che invece amano il contatto con la natura esiste il bed and breakfast in mezzo al bosco a Carrega oppure l’igloo sulle Dolomiti . E ancora, c’è la casa di paglia costruita sulle pendici del vulcano Etna (Sicilia) e la country house a Manziana (Rm) circondata da querce, ulivi e giardini di erbe aromatiche. Molte strutture, inoltre, in aggiunta al pernottamento offrono corsi gratuiti di yoga, di cioccolateria o artigianato. Per vivere un’esperienza completa, unica e indimenticabile che possa farvi conoscere anche la cultura e le tradizioni di un paese antichissimo come l’Italia.
Un’esperienza davvero imperdibile.

Per maggiori informazioni: http://ecobnb.it