Talian, Il Veneto in Brasile

Per coloro che hanno viaggiato in Brasile, avrà sicuramente colpito la grande quantità di Italiani, soprattutto nel sud del paese. Infatti, a partire dalla fine del 1800 fino a metà circa del 1900 oltre quattro milioni di italiano sono emigrati in Brasile. Durante questa fase, furono soprattutto Italiani delle regioni Veneto, Trento, Friuli e Lombardia a stabilirsi soprattutto negli stati del sud Santa Catarina e Rio Grande do Sul. Questo flusso migratoria ha dato vita ad un fenomeno alquanto interessante, ovvero la nascita di un dialetto veneto-brasiliano conosciuto come Talian. 

Gli italiani che arrivavano in Brasile all’epoca non parlavano italiano, ma ben sì dialetto veneto, il che risultò nel mantenimento del dialetto all’interno dei nuclei familiari. All’epoca il Brasile ospitava nel suo territorio molte più lingue oltre al portoghese, tra cui molte lingue indigene, ed il tedesco importato dagli immigrati tedeschi. Era dunque un paese dalle molte lingue che accettava grandi quantità di immigrati dall’Europa e dal mondo, e così fu più facile per il veneto sopravvivere fra le molte altre lingue e culture. Gli italiani che giunsero in Brasile all’epoca erano di classi sociali meno agiate, e quando la schiavitù venne abolita nel 1888, molti divennero braccianti nei campi e nelle coltivazioni di caffè mantenendo comunque uno status superiore ai precedenti schiavi. Molti italiani però erano commercianti, e fu proprio nell’ambito del commercio nella così detta “Regione Coloniale Italiana” nell’nord-est dello stato Rio Grande do Sul che il Talian prese forma. Il Talian si sviluppò attraverso le interazioni commerciali fra i vari italiani della regione che, parlando veneto, lombardo e altri dialetti del nord Italia mischiati al portoghese, crearono una koiné che divenne così una lingua di comunicazione commerciale fra coloro che si erano insediati nel paese. Koiné è un termine che indica una lingua franca che si sovrappone ai dialetti da cui deriva in determinato territorio. Il veneto rimase il dialetto dominante in questo processo, essendo anche i veneti la popolazione maggiore, e dunque oggi chiunque ascolti in Talian può immediatamente riconoscere il tipico accento veneto. Accanto al Talian, altri dialetti italiani persisterono, creando nelle comunità di immigrati un trilinguismo basato sul Talian, il dialetto specifico della regione d’origine, ed il portoghese. 

A livello linguistico il Talian è una vera e propria mistura di tratti linguistici presi dal vicentino, il padovano, il trevigiano, ed il feltrino-bellunese, ma presenta la struttura morfologica, lessicale e fonologica del veneto. Insieme a queste caratteristiche dialettali italiane, si aggiungono vocaboli portoghesi specialmente per indicare quegli oggetti o situazioni non esistenti nel paese di origine dei dialetti e di conseguenza non presentiti nel lessico dei dialetti stessi. Abbastanza interessante e l’adattamento di tali parole portoghesi all’accento veneto, processo che avviene durante l’integrazione di queste parole nella koinè. Il Talian fu codificato grammaticalmente costruendo una vera e propria struttura della lingua e ne furono fatti persino due dizionari. 

Il Talian, come tutte le altre lingue al di fuori del Portoghese, fu soggetto di discriminazione durante la dittatura di Getúlio Vargas. Vargas durante il suo periodo al potere iniziò un’operazione di pulizia linguistica nel tentativo di formare una unica identità Brasiliana basata sull’eredità elitista coloniale portoghese, similarmente a come fece Mussolini in Italia negli anni del fascismo. Così, durante gli anni dello “Estado Novo” (1937-1945) venne istituito il “reato idiomatico” per coloro che non utilizzavano la lingua di stato, il portoghese. In questi anni, molte lingue indigene si estinsero e con loro molti dei dialetti portati dall’Europa. Ciò nonostante, il Talian si mantenne grazie ai forti legami familiari e comunitari. Oggi in Brasile esistono circa trecento lingue indigene e poche altre di origine Europa, le quali, come il Talian, mantengono comunque uno statuto sociale migliore a confronto delle altre lingue indigene ancora oggi discriminate. Nel corso degli anni infatti, il Talian venne riconosciuto come patrimonio linguistico degli stati di Rio Grande do Sul e di Santa Catarina nel 2009, e nel 2014 fu dichiarato patrimonio culturale del Brasile in quanto parlato da circa 500.000 persone. In seguito agli anni di repressione, il Talian è oggi considerato un bene da proteggere, e conta molte produzioni culturali fra cui un giornale intitolato “Brasil Talian” che punta alla diffusione della lingua. 

È dunque curioso scoprire che esiste un dialetto veneto è parlato da circa 500.000 in Brasile che è riconosciuto e tutelato ufficialmente come lingua in Brasile, dando un valore diverso ai dialetti spesso trascurati in Italia. Per coloro che fossero curiosi di approfondire sull’argomento, esiste un sito chiamato Brasil Talian con una vera e propria radio, che offre canzoni, racconti e curiosità sul dialetto Talian, proponendo dei contenuti davvero singolari. 

Eccone un esempio: Traduzione in Talian della canzone O sol se põe.

Fonte: http://www.brasiltalian.com/ 

El sole tramonta e sona la campana

Son la campana del’Ave-Maria

Tornemo casa dopo del lavoro

sentindo qua rentro una grande alegria.

Rit: Quando a la sera par la Madona

Si resta la fora ensieme a pregar

L’è tanta emossion che si sente nel peto

Che fin una làcrima vuole cascar. (due volte)

Me fa ricordar dai tempi da bambini

Tanti momenti de grande splendor

La nostra casa, i campi, el tramonto

Che incoi portemo ricordi nel cuor.

Rit: Quando a la sera par la Madona

Si resta la fora ensieme a pregar

L’è tanta emossion che si sente nel peto

Che fin una làcrima vuole cascar. (due volte)

Maria ntei miei òcci mi sguarda ntel fondo

La vuole parlar che manca libertà

ga gente che parte e che more di fame

Ocore vardar con piu fraternità.

Rit: Quando a la sera par la Madona

Si resta la fora ensieme a pregar

L’è tanta emossion che si sente nel peto

Che fin una làcrima vuole cascar. (due volte)